Sistema Informativo Territoriale Regionale

Vuoi gestire al meglio le risorse regionali ?

Ecco come abbiamo fatto !!!

Geolocalizziamo le tue informazioni e quello che accade sul territorio per condividerlo e farlo gestire al meglio.

Se vuoi sapere come si fà

Sistema Informativo Territoriale. Gestiamo le risorse regionali in un unico ambiente condiviso

Quando linformazione viene condivisa tra i vari uffici regionali ogni funzionario riceve aiuto dallopera dei propri colleghi

Condividere per migliorare

Il territorio è caratterizzato da molte professionalità che possono operare singolarmente oppure lavorare in sinergia tra loro.  Normalmente una struttura regionale è organizzata in assessorati,  direzioni,  uffici ed ognuno di essi viene gestito da persone diverse che hanno la necessità di confrontarsi e collaborare.

Un sistema basato sulla gestione dell’informazione in base alla posizione è ideale per permettere che ciò avvenga ad ogni livello.

L’informazione al centro delle attività

Quando le procedure sono ben definite ed ogni ufficio ha ben chiaro come acquisire e gestire l’informazione abbiamo procedure utili a migliorare le attività quotidiane.  Quando invece l’informazione non viene gestita correttamente si crea una burocrazia inutile che pesa sia sul lavoro di ogni singolo funzionario sia sull’economia della macchina regionale.

Informazione, qui al centro di ogni attività, diventa una risorsa utilissima per ottimizzare gestire al meglio la macchina regionale. La semplicità di utilizzo e la facilità con cui i dati dei colleghi possono essere recuperati ed utilizzati risulta a volte sconvolgente  permette con minimo sforzo di ottenere risultanti apprezzabili, è il caso di dirlo, anche da tutti i colleghi.

Catena del valore

Se consideriamo l’operato dei vari uffici regionali un insieme di funzioni che concorrono alla risoluzione di problemi specifici possiamo vedere che ogni singolo ufficio concorre alla realizzazione di una catena del valore.

Questo semplice, ma fondamentale, concetto è alla base di tutte le organizzazioni efficienti perché enfatizza la professionalità di ogni singolo soggetto che spesso è frutto di specializzazione. Nello stesso tempo,  se controlliamo l’informazione prodotta ed i risultati ottenuti condividendoli, di fatto si crea un costante flusso di conoscenza che risolve i problemi e le problematiche nel modo ottimale.

Trasparenza per il Supporto alle Decisioni

Una delle richieste che più spesso viene fatta alla pubblica amministrazione è quella di rendere trasparente e oggettiva qualsiasi informazione o procedura o meglio ancora decisione che viene presa all’interno degli uffici pubblici. Un’organizzazione che si dota di strumenti rivolti allo scambio informativo e che adotta metodologie di riutilizzo dell’informazione rende trasparente oltre che sicuramente oggettiva qualsiasi procedura e attività che si svolge all’interno degli uffici. L’opinione del dirigente diventa così la messa in pratica dell’esperienza che si confronta con l’oggettività del dato e quindi diventa decisione. Molti paventano la realizzazione di strumenti di supporto alle decisioni. In questo caso, di fatto, il sistema realizzabile diventa un analizzatore del dato e dell’informazione che quindi supporta le decisioni degli uffici e dei dirigenti

Si può fare questo

Abbiamo analizzato a fondo tutte le attività che normalmente si svolgono all’interno della macchina regionale.  Molte sono le attività che si ripetono quotidianamente  e che devono essere in qualche modo gestite ed ottimizzate per far sì che gli interi processi regionali possano risultare più efficienti e meglio gestiti.

La burocrazia dei singoli uffici fa si che grandi moli di dati quotidianamente arrivino in ogni singolo ufficio che deve in qualche modo gestirne per competenza il percorso amministrativo che questi innescano.

Ogni informazione, in qualche modo, deve essere organizzata per poi essere utilizzata nei vari processi amministrativi.

Tutte le informazioni quindi vengono acquisite dal sistema in forma tabellare, in forma geografica ed indicizzate in modo tale da essere posizionate correttamente nello spazio, nel tempo e per tema.  Si realizza così un Sistema Informativo Territoriale. Questo permette di poter utilizzare al meglio tutte le informazioni, inserirle nel sistema e creare rapporti che possono essere sia immediatamente visibili come mappa tematica sia utilizzabili come relazioni o documenti.

In pratica una mappa si colora a secondo delle informazioni che il sistema riceve mentre le informazioni si posizionano su di una mappa secondo la logica che viene indicata dall’operatore. Infatti, a seconda dei casi, si ritiene utile utilizzare la posizione della società che ha fatto una richiesta, oppure la località in cui il cantiere È stato aperto, la provincia di riferimento o il comune. Il Sistema Informativo Territoriale contiene tutte queste informazioni e le rende disponibile all’operatore che decide, di volta in volta, quale utilizzare, come aggregarle e quindi come utilizzare l’informazione messa a sua disposizione.

E anche questo

Un altro esempio importante è la possibilità di aggregare più informazioni secondo criteri di analisi.

Per esempio si possono riunire per comune, per provincia, per determinante aree i dati e quindi ottenere dei rapporti automatici. Ad esempio visualizzare graficamente la quantità di finanziamenti erogati per comune, per provincia o per determinate aree. Possono anche definire aggregati sui dati per cui grafizzare delle aree in funzione della tipologia di attività ( di investimento, di rendiconto, di richieste, etc..) e così via.

Questo tipo di attività può essere anche resa utilizzabile in modalità standard dal Sistema Informativo Territoriale per cui, definito un primo utilizzo dei dati, si memorizza un flusso che può essere ripetuto, all’occorrenza, per rifare la stessa analisi anche periodicamente.

Il risultato stesso di un processo può diventare dato ed informazione da inserire in un processo successivo per cui l’analisi dei dati di un ufficio sono a lora volta informazione utilizzabile per innescare una serie processi successivi di analisi.

Il Sistema Informativo Territoriale può essere anche utilizzato come nuovo modo di utilizzare le risorse regionali. Ogni funzionario diventa responsabile della propria area di competenza, definisce le modalità di inserimento, di analisi e di pubblicazione dei dati del proprio ufficio. I colleghi ed i rispettivi dirigenti utilizzano, quindi, i suoi dati in modo da creare un processo che si basa sul dato condiviso.

Un esempio : Gestire il ciclo dei rifiuti

Un esempio particolarmente significativo è dato dalla organizzazione del flusso informativo del ciclo dei rifiuti. Infatti ogni comune, periodicamente, deve comunicare alla regione la quantità di rifiuti che viene prodotta suddivisa per tipologia. Il trasporto del rifiuto, a sua volta, deve tener conto delle quantità conferite e, quindi, far arrivare ai singoli punti di raccolta le indicate quantità in modo da definirne il conferimento. A loro volta i centri di conferimento debbono verificare le quantità e destinare il materiale secondo le restrizioni e indicazioni che sono state precedentemente stabilite.

Si intuisce come ogni singolo punto di raccolta, ogni singolo punto di conferimento, ogni tipologia di rifiuto, le aziende ingaggiate per il trasporto dei rifiuti, i centri di stoccaggio ed i punti di smaltimento del rifiuto devono, tutti, scambiare l’informazione che viene generata dal comune e ricalcolata ad ogni passaggio.

Il Sistema Informativo Territoriale permette la realizzazione di una sezione del portale che gestisce questo flusso permettendo ad ogni singolo operatore di inserire e modificare i dati di propria competenza e di concorrere alla realizzazione di un sistema di controllo e di scambio informativo tra centinaia di operatori sul territorio. In questo modo i vari soggetti interessati, che forse normalmente non avranno mai modo di conoscersi e di interloquire, possono comunicare grazie allo strumento informatico. Questa soluzione oltre ad evidenziare eventuali anomalie e incongruenze, permette di ottenere immediati riscontri ed evita inutili verifiche da farsi in momenti successivi con aggravio di costi e di perdita di tempo.

Un esempio : La Terra dei Fuochi

L’annosa problematica dello sversamento dei rifiuti nella zona denominata “Terra dei fuochi”è stato oggetto di decisioni molto importanti da parte della regione Campania. Nell’ottobre del 2016 un dettagliato e complesso piano è stato approvato dalla Giunta Regionale e condiviso con il Commissario Straordinario del Governo. Questo piano è rivolto alla lotta contro l’abbandono dei rifiuti e prevede un investimento di 37 milioni di euro.

Il piano si basa sul coinvolgimento di migliaia di operatori ed i comuni interessati sono 90 con una popolazione di milioni di persone. Fulcro per il successo dello piano è la condivisione dell’informazione ed il Sistema Informativo Territoriale che deve garantire tutto questo è iTer Campania.

Il piano infatti prevede la realizzazione di alcuni siti di stoccaggio in cui i soggetti preposti conferiranno il materiale che verrà individuato sul territorio, prevede la realizzazione di postazioni di comando e controllo locali ( province di Caserta e Napoli) per il coordinamento delle attività periferiche, l’utilizzo di droni ed altri strumenti avanzati per la “detection”degli sversamenti e delle aree interessate all’abbandono dei rifiuti.

Punto essenziale del processo di contrasto all’abbandono è la sensibilizzazione dei diretti interessati per cui i proprietari dei luoghi oggetto di abbandono debbono essere immediatamente individuati e segnalati per una immediata verifica di eventuali responsabilità e comunque per intimare l’immediata riqualificazione delle aree interessate.

Tutto questo rende necessario l’utilizzo di un sistema che sia in grado di gestire in pieno le varie fasi di tutto il processo e di essere strumento unico per migliaia di soggetti a vario titolo interessati. Operatori ecologici, polizia municipale, uffici tecnici comunali e provinciali, ASL, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Esercito, operatori sanitari, Carabinieri, operatori di pubblica sicurezza e di protezione civile, Guardia di Finanza e tutti gli altri soggetti interessati comprese le associazioni e i volontari debbono poter, a vario titolo, utilizzare e scambiare dati ed informazioni oltre che condividere e pianificare attività sul campo.

Droni ad alta quota dell’Arma dei Carabinieri, oltre 500 pattuglie che quotidianamente operano nel territorio, un elicottero della Guardia di Finanza attrezzato con strumenti per il remote sensing ad alta precisione, droni di prossimità dell’esercito saranno poi interfacciati al sistema per ottenere dati ed informazioni sull’area interessata.

Tutta questa mole di informazioni oltre alla disponibilità di tutte le altre informazioni statistiche e dati rilevati nel tempo dalle strutture ingaggiate per il piano saranno in qualche modo resi disponibili anche garantendo una selezione e riservatezza delle informazioni sensibili e riservate che l’operazione e gli operatori produrranno e condivideranno.

Il Sistema Informativo Territoriale infatti garantisce anche un ottima gestione degli utenti che possono essere divisi per competenza E limitati all’uso dell’informazione che, come appunto per il progetto Sulla terra dei fuochi indicato, sono molteplici E gestiscono informazioni anche oggetto di restrizioni dovute alla riservatezza e alla delicatezza delle indagini in essere.

E ancora ..

La riservatezza dell’informazione è molto importante quando il dato deve essere condiviso e scambiato fra più soggetti. Infatti se noi gestiamo dati, azioni e processi ed i sistemi che usiamo permettono lo scambio dinamico dei risultati delle informazioni è molto semplice creare delle condizioni di poca sicurezza del dato.

Spesso basta limitare l’utilizzo del computer dove risiedono i dati e quindi rendere in qualche modo riservato o sicuro l’utilizzo dei sistemi. Quando invece i sistemi utilizzano tecnologia SaaS ( Software as a Service ) nascono per essere condivisi tra più soggetti e quindi nasce l’esigenza di creare modalità di limitazione sia nello scambio dei dati sia di verifica degli utenti sia di limitazione in varie modalità.

Per esempio le informazioni sensibili possono essere scambiate solo tra alcuni soggetti e non debbono essere in alcun modo rese disponibili a soggetti non autorizzati a leggerle ed utilizzarle. In altri casi un’informazione resa disponibile a degli uffici deve essere inibita ad altri. Per esempio nel caso della gestione dei tratti stradali l’informazione dei percorsi stradali di un comune deve essere gestibile ed editabile dall’ufficio tecnico di quel comune ma nello stesso tempo deve essere inibita la modifica agli uffici tecnici di altri comuni e, casomai, reso disponibile solo per la consultazione e non per la modifica.

Questa tipologia di limitazioni crea una serie di altre necessità che rendono il Sistema Informativo Territoriale molto complesso ma nello stesso tempo bisogna garantire la stessa facilità di utilizzo all’utente che non deve percepire complessità se non in casi particolari.

In pratica un sistema nato per essere utilizzato da migliaia di utenti deve essere percepito da ogni singolo utente come un sistema semplice nato per essere utilizzato da un unico operatore.

Non solo l’operatore deve poter, una volta inserite le proprie credenziali, essere in grado immediatamente di capire quali sono le informazioni che lui può modificare e quali invece sono informazioni che lui può solo consultare. Nello stesso tempo deve poter condividere con i colleghi i dati che invece possono essere modificati e condividerne la gestione in modo da aumentare in maniera esponenziale l’efficienza della collaborazione tra i vari soggetti.

Tutto questo viene realizzato all’interno del Sistema Informativo Territoriale che nasce per condividere dati ed informazioni tra vari soggetti che a volte non hanno nemmeno il piacere di conoscersi. Il numero di soggetti che in una regione, come ad esempio la Regione Campania, operano sono nell’ordine di alcune decine di migliaia e si intuisce che ognuno di loro abbia difficoltà semplicemente nel recuperare il nome del collega che ha prodotto o gestito l’informazione utilizzata e resa disponibile dal Sistema Informativo Territoriale.

Un sistema complesso come quello che si può realizzare grazie queste tecnologie mette anche nella condizione di poter interloquire con chi, per competenza, ha prodotto e gestito il dato che noi stiamo in qualche modo utilizzando.

Creare gruppi di lavoro di soggetti istituzionali diventa molto più facile e le modalità gli scambio dell’informazione possono anche essere riviste utilizzando tecniche e strumenti diversi da quelli utilizzati in passato. Oggi tutti utilizzano whatsapp, la posta elettronica, sistemi di messaggistica immediata, il cloud ed una serie di nuovi strumenti spesso neppure considerati dalla legislazione che scopre le nuove tecnologie, sempre più spesso, con forte ritardo.

Di sicuro all’ interno della propria organizzazione, ma anche all’interno di processi di collaborazione con amministrazioni con cui si collabora, è possibile ipotizzare l’utilizzo di queste tecnologie per l’ottimizzazione dei processi istituzionali al fine di scambiare l’informazione e di accelerare ed ottimizzare i processi burocratici.

Assistenza, Supporto, Formazione

Utilizzare al meglio la tecnologia esistente non sempre è facile ed immediato.  Spesso non si conoscono le tecnologie disponibili, a volte non siamo immediata percezione di come varie tecnologie possono essere utilizzate al meglio all’interno di un processo particolare. Conoscere approfonditamente non solo le potenzialità di un Sistema Informativo Territoriale ma ogni singolo suo componente, il modo con cui i vari componenti possono essere riassemblati è fondamentale per ottenere efficienti ed efficaci risultati. Questa è la caratteristica principale di un System Integrator così come veniva definita un azienda esperta in ICT alcuni anni fa.

AlienData porta con sé vari tipi di esperienze. L’esperienza del partner informatico che da oltre trent’anni segue la parte tecnologica e sistemistica dell’informatica. L’esperienza della ricerca portata avanti dal laboratorio geoSDI del CNR che studia e conosce approfonditamente le tecnologie disponibili e che ne governa in maniera importante i singoli passaggi e potenzialità.

Inoltre AlienData ti accompagna nell’acquisizione delle sue soluzioni con piani di formazione, training on the job, assistenza e supporto tecnico. AlienData dispone infatti di un qualificato Team di tecnici, pronto non solo a supportare il cliente nella messa in opera delle soluzioni, ma anche ad affiancarlo nella progettazione di percorsi di integrazione delle soluzioni realizzate con sistemi pre-esistenti.

Supporto e formazione spesso sono utili se preventivamente si calano all’interno di realtà aziendali preesistenti e si rimodulano cercando di utilizzare il materiale umano e conoscitivo utile da subito. Raggiungere un determinato livello tecnico e saper utilizzare i sistemi realizzati non sempre è un percorso facile e definito ma deve essere rivisto ogni volta partendo dalla situazione in cui l’ufficio interessato ed il personale ingaggiato, si trova.